| Verso una società elettronica... |
(www.dominioweb.org)
Gli ultimi dati parlano di unesplosione della popolazione Internet a livello
mondiale. A colpire, però, è il cambiamento in atto nelluso dello strumento.
Gli utenti Internet a livello mondiale sfiorano ormai la soglia del miliardo di persone, e
le previsioni lasciano intravedere unulteriore crescita nei prossimi anni. Gran
parte del merito di questa esplosione sono da cercare nella diffusione del mezzo in Paesi
fino a poco tempo fa esclusi dalla massificazione dellinformatica e del Web.
Secondo il Computer Industry Almanac,
oggi, sono ben 945 milioni gli utenti Internet mondiali. Nel 2005, il numero crescerà
fino a 1 miliardo e 10 milioni, nel 2006 a 1 miliardo e 28 milioni, nel 2007 a 1 miliardo
e 46 milioni. I Paesi a maggior crescita sono quelli dellest asiatico, Cina e India
sopra tutti, dellest europeo, e del sudamerica.
In Italia
Nel nostro Paese, alla fine di marzo gli utenti Internet complessivi raggiungevano la
rispettabile cifra di 28 milioni 610 mila (ormai quasi la metà della popolazione),
secondo i dati del CIAs World Factbook.
Numerosi gli Isp, ben 93. Gli utenti attivi, però, risulterebbero 15 milioni 580 mila, in
leggero calo rispetto al mese precedente. In base a questi dati saremmo ormai il quarto
mercato europeo quanto ad utenti Internet, in recupero rispetto al passato.
Naturalmente, tutte queste cifre non possono garantire la precisione assoluta e indicano
piuttosto una tendenza da sottolineare.
Il vero cambiamento
Ciò che le cifre non possono dimostrare appieno è il fortissimo cambiamento che sta
avvenendo a livello mondiale nelluso dello strumento. Si può
riassumere in questo modo: da fruitori di Internet a creatori di Internet. La
dimostrazione arriva dal Paese più avanti su questa strada, gli Stati Uniti. Secondo una
ricerca della Pew Internet and American
Life Project addirittura il 44% (più di 53 milioni) degli utenti attivi
americani ha partecipato attivamente almeno a una di queste attività di content creation:
pubblicato foto online, postato commenti su siti Web, newsgroup o altro, condiviso file
con altri utenti. Ben il 13%, poi, ha un proprio sito Web e il 7% un proprio blog. Cioè
circa il 20% degli utenti attivi ha una propria presenza online, che aggiorna con
periodicità varia (anche solo una volta alla settimana).
Le statistiche riferite a questi creatori di contenuto offrono una fotografia abbastanza
precisa. Numero quasi paritario di uomini e donne (51% i primi, 49% le seconde), una
maggioranza del 48% compresa nella fascia detà tra i 30 e i 49 anni (tra i 18 e i
29 sono il 28%, tra i 50 e i 64 sono il 20%, sopra i 65 sono il 4% circa), la maggior
parte in possesso distruzione superiore universitaria (il 46%). Dato significativo
è il tipo di connessione: il 63% utilizza collegamenti dial up, contro il 37% a banda
larga. La velocità non è tutto.
I riflessi di questo cambiamento
Questi numeri sono la dimostrazione di una sensazione diffusa tra chiunque usi e navighi
Internet in modo massiccio. Lutilizzo del mezzo si sta spostando sempre più a
favore di una presenza attiva nel mondo virtuale. Ciò significa che a fronte di attività
sempre in primo piano (luso delle-mail, dei motori di ricerca, la voglia di
notizie e informazioni), sta emergendo un nuovo modo di concepire la Rete. Questa
modalità va in una direzione radicalmente diversa da quella immaginata anche solo fino a
3-4 anni fa. Internet non è la televisione anche se interattiva. È proprio
diversa. La gente vuole esserci e dire la sua, vuole avere un pezzo di Web in cui sentirsi
completamente padrone (delle informazioni da veicolare). Tutto ciò si rifletterà sul
tipo di consumi che i navigatori possono fare? È presto per dirlo. Sicuramente, più
confidenza con il mezzo aiuterà il business online. Tuttavia, una presenza più attiva in
Rete significherà anche una minor accettazione di campagne pubblicitarie invasive o
aggressive. Al contrario, il coinvolgimento non direttamente pubblicitario potrebbe essere
un passpartout per far breccia in questo mondo. E inoltre, il senso di appartenenza
favorirà lo scambio di informazioni (anche di tipo business): il passaparola potrebbe
avere un peso maggiore di quanto pensabile, soprattutto nel circuito per il momento
ancora un po chiuso dei blog. Questo significa che caratteristiche come
immagine della società, fama, qualità dei prodotti saranno indispensabili.
Niente di nuovo in tutto ciò, ma conferme importanti verso la strada obbligata per il
successo online. (tratto da Shiny News)