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LA POSTA CERTIFICATA ELETTRONICA (PEC) NON è PIU' OBBLIGATORIA

PEC: eliminata l'obbligatorietà; una vittoria di "Cittadini di Internet"
e aggiungiamo noi: "del buon senso.."

Per Imprese, Liberi Professionisti e Pubbliche Amministrazioni,
CESSA L'OBBLIGO di avere una mail Certificata (PEC).

la Legge 185/2008 Art.16 è stato modificato il 28 gennaio 2009
Votata alla Camera una modifica sostanziale che riguarda la posta elettronica certificata: l'associazione "Cittadini di Internet" aveva presentato una denuncia all'UE

Eliminata l'obbligatorietà della PEC, la posta elettronica certificata, una prerogativa tutta italiana.

Con il voto di fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'articolo unico nel testo delle Commissioni del disegno di legge (C1972) di conversione del decreto anti-crisi (D.L. 185/2008), l'articolo 16 dello stesso decreto ha subìto delle rilevanti modifiche.

Soddisfatto Massimo Penco, presidente di "Cittadini di Internet", l'associazione che aveva chiesto un provvedimento di urgenza all'Unione europea in merito alla procedura d'infrazione contro lo Stato Italiano per inadempimento delle norme comunitarie in materia di firma elettronica, posta elettronica certificata e fatturazione elettronica.

«Finalmente, ci ascoltano» - è stato il commento di Penco - «è un buon inizio che forse permetterà di non far sanzionare l'Italia per l'ennesima volta».

Come riportato nel comunicato, anche su Wikipedia, la più grande enciclopedia libera della rete, a proposito della PEC si legge: "è uno standard solamente italiano e per adesso nessun altro paese nel mondo ha sentito l'esigenza di creare un equivalente. Questo proprio perché la PEC è praticamente equivalente ad un'email tradizionale tranne per il fatto che è molto più costosa. Tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna equivalenti e gratuite sono già disponibili per le email tradizionali da diversi anni. Non c'è quindi nessun vantaggio concreto ad usare la PEC al posto di un'email tradizionale con le dovute accortezze".

Con le modifiche la norma prevede dunque che le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese ma anche o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora sia dell'invio sia della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del loro contenuto. In questo modo si attuano la direttiva comunitaria 93/99 e l'articolo 15/2 della legge Bassanini 59 97.

Articolo tratto dal sito della Pubblica Amministrazione: http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/news/1563/pec-eliminata-lobbligatorieta-una-vittoria-di-cittadini-di-internet.html

Cos'è la PEC?
la PEC è stata ideata e creata per attribuire al messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno di tipo tradizionale, la PEC è nata all'interno della Pubblica Amministrazione. Per questo, Il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) è stato incaricato al controllo della posta elettronica certificata e, ad abilitarne i Gestori, in modo da poterla offrire anche ai privati a costi abbastanza sostenuti: mediamente intorno ai 40 euro anno per ogni casella mail certificata. Pertanto se fosse passata l'obbligatorietà di tale strumento, è facile immaginare i forti guadagni che sarebbero entrati nelle casse di alcuni Gestori. Il 29 novembre 2008, il Decreto Legge n.185 sancisce l'obbligo della PEC per Società. Liberi Professionisti e Pubbliche Amministrazioni. Subito e giustamente si inaspriscono i disaccordi, l'Associazione "I Cittadini di Internet", presenta una denuncia al Parlamento Europeo, la PEC in questo modo verrebbe imposta, soluzione degna di un Paese del Terzo Mondo... in pratica TUTTI son contrari, tranne ovviamente i Gestori... La UE accoglie la denuncia e, finalmente la Legge 28 gennaio 2009, n.2, art. 16, con il Comma 6, cancella di fatto l'obbligatorietà della PEC, precisando che Imprese, Liberi Professionisti e Pubbliche Amminsitrazioni, devono, le prime comunicare entro tre anni alla Camera di Commercio un loro indirizzo di posta elettronica e, le Amministrazioni devono munirsi di caselle mail per ciascun registro di protocollo. In pratica il Comma 6 richiede un "
..analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali..". In poche parole, la classica e semplice mail  riportante ora di partenza e di arrivo, attivabile da qualsiasi Maintainer - cioè, quelle che tutti noi già possediamo

Di seguito la parte della Legge in questione, tratta dal sito del Parlamento Italiano: http://www.parlamento.it/leggi/09002l.htm

LA LEGGE E LA SUA MODIFICA A CONFRONTO tratte dal Sito del Parlamento Italiano.
(in
Rosso la "vecchia", in Verde la "nuova")
La Legge 185/2008, Art.16 ai Comma 6, 7, 8, 9, 10, citava:

comma 6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata. L'iscrizione dell'indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

8. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell'articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell'Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, che provvede alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell'ambito delle risorse disponibili.

9. Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui al comma 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilità ad accettarne l'utilizzo.

10. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti al sensi del presente articolo avviene liberamente e senza oneri. L'estrazione di elenchi di indirizzi e' consentita alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.

 

La Legge 28 gennaio 2009, n. 2, modificava all'Art. 16. i comma 6,7,8,9,10

comma 6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, gia' costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata. L'iscrizione dell'indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato,consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni,i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

8. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell'articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell'Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, che provvede alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell'ambito delle risorse disponibili.

9. Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilita' ad accettarne l'utilizzo.

10. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata o analoghi indirizzi di posta elettronica di cui al comma 6, nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti ai sensi del presente articolo avviene liberamente e senza oneri. L'estrazione di elenchi di indirizzi e' consentita alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.

Infine, ai Clienti che si sono prenotati per questo servizio credendolo ormai obbligatorio e, a coloro che si troveranno a leggere questo post, se desiderano avere comunque una mail certificata PEC, consigliamo loro di rivolgersi al sito delle Poste Italiane  http://postecert.poste.it/pec/acquista.shtml, avranno un servizio e un'assistenza di alto livello.